ONDA .

 Onda‭ ‬.

Esonda‭  ‬l'onda da gli argini del tempo‭ 

s'ammanta sul tuo manto‭ ‬...

ove si contorce nel ricovero‭  ‬dei sensi

lì‭ ‬,‭ ‬cadono rivoli di pianto su flutti vivi‭  ‬.


Onda‭ ‬,‭ ‬pietra di cristallo‭ ‬,‭ ‬palpito di neve

leggera dolcezza‭  ‬di copiosi fiocchi‭ ‬,

nell'assiduo amplesso lasci il‭  ‬laconico bacio‭;

sul mare trasudi le rosse vele‭ ‬.


Ma io sondo‭ ‬,faccio il pompiere dell'amore‭ !

Alla mia maniera per te scrivo‭ ‬,

col lacero dei ciechi impalmo te liquido lucore‭ ;

t'incorono regina delle stelle col sol pensiero‭ ‬.


Fosti avara oh tu malia dei venti‭ ‬...

l'onda piena che mi invase il cuore‭ ‬,

io che del tuo gene ne ho fatto prole‭ ;

devo raggelare‭  ‬paradisi e purgatori‭ ‬.


Oh onda tu m'invadi con la tua potenza‭ 

sventri‭ ‬,l'astro mio e mi trafiggi l'anima‭ ‬,

svelami‭ ‬,‭ ‬raccontami‭ ‬,su quale terra‭  ‬io spiaggio‭ 

su quale sguardo ambiguo mi poso e rido‭?


Si assorda la mia anima nel silenzio di una nota confusa‭ 

al grido dell'incubo si prodigano gli inni stregati‭ ‬,

su rive sabbiose vacilla la febbre del cuore

dal ribelle vagare‭ ‬,‭ ‬il tuo grido afferro.‭ 


Dove sei‭  ‬onda‭ ?

Fatti mare per potermi immergere nel tuo cuore‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

TI CERCO VITA .

 Ti cerco vita‭ ‬.


I tuoi seni brillano al sole dell'estate‭ 

seduta sulla battigia della luna scalpiti ore di attesa‭ ‬,

miri la voglia all'amato ove dorme su i cuscini della sera‭ ;

ove un tempo a me dicesti‭ ‬:‭ ‬sono fatta per piacere‭ ‬.


Mi resi conto di essere il tuo eletto‭ ‬...

per averti avuta come gioia della vita‭ ‬,

d'esser nato per te dal seme di una rosa‭ ‬...

da una placenta‭ ‬,il bocciolo di un fiore ovattato‭ ‬.


Ti cerco vita‭ ! ‬Fatti carne‭ ‬...

nelle sacre scritture e trionfi celestiali‭ ‬,

tra le sante parole ove la mia anima si snuda‭ ‬...

trascinata dal tempo ammanta la fulgida sorte‭ ‬.


Ed è nei brividi di un palpito che c'è l'occhio curioso‭ ‬:

plausi affetti‭ ‬,essere o non essere fa la differenza‭ ‬,

redime la‭  ‬trasgressione del tenero fallo‭ ‬...

evidente traccia di colei che ama la vena e sfavilla‭ ‬.


Io ti cerco vita‭ ‬:‭ ‬nel breve battito di una ciglia‭ 

nei momenti folli ove le lacrime fan festa‭ ‬,

colano oro ove vivono gli affamati impulsi‭ ‬...

nelle trappole dei rimpianti di velleità e desideri‭  ‬.


Sfamami festa d'ogni giorno di brezze mattutine saziami‭ 

su di un deserto in fiamme e rovi di primavera‭  ‬dissetami‭ ‬,

nel turbinio dei giorni ove incontreremo il vento‭ ‬...

ove allo scadere del mio ultimo respiro sarai con me in paradiso‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

L'INEVITABILE AMORE.

 L'INEVITABILE AMORE‭ ‬.


S'interseca nell'anima la frivolezza della vita‭ 

accelera il fluire del tempo alle fragili intenzioni‭ ‬,

nel sublime si immerge la vertigine fumosa‭ ‬...

corrompe il segreto covo rifugio degli assassini‭ ‬.


Inevitabile l'amore‭ !

Incompreso fu il mio‭ ‬...

fu letale‭ ‬,tumultuoso fu piacere nel sonno‭ ‬,

dal suo selvaggio appetito sul volto lo possiede‭ ‬.


E facesti da contorno alla mia poesia‭ ‬...

ti ritrovai smarrita tu che artista non sarai mai‭ ‬,

forse la stessa arte si rigenera‭ ‬,‭ ‬forse nell'altra vita‭ ‬...

nelle voglie delle funeste sere sul tuo letto con te giacqui‭ ‬.


Era inevitabile‭ ! ‬Dal tuo cuore nascesse il frutto rosso‭ 

che dall'acqua della sorgente lavassi le mie viscere di gelo‭ ‬,

credessi che il probabile fosse una ragione‭ ‬...

che la ferita sulla pelle è la benda ove io piansi‭ ‬.


Ora che ti sei immersa in un sogno senza fine‭ 

hai paura a coglierne il senso‭ ‬...

in esso tutto si frantuma si scioglie come neve‭ 

quando bastava la tua magica voce il tuo sorriso‭ ‬.


Ma passeranno i giorni‭ ‬,‭ ‬i mesi‭ ‬,‭ ‬gli anni‭ 

le stagioni degli inverni gli echi di voci sconsolate‭ ‬,

ove tra le righe c'è scritta la tua solitudine‭ ‬...

ove ognuno si allontana legge la lingua dei segni‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

DOPO SECOLI TI INCONTRAI .

 Dopo secoli ti incontrai‭ ‬.


Nel bosco sbocciavi come una piccola primula‭ 

dispettosa facevi invidia alla rugiada‭ ‬,

su quel prato non eri sola‭  …

eri in compagnia della mia vita‭ ‬.


Eri tra le viole e le margherite‭ 

tra i papaveri e i bianchi gelsomini‭ ‬,

eri mia‭ ‬,la rosa di stagione‭ …

la libellula libera che gioca tra i rami‭ ‬.


Ti incontrai e ti strinsi forte ti volli sedurre per farti mia‭ ‬:

il mio possesso‭ ‬,‭ ‬la mia linfa‭ ‬,l'anima che si mise nuda‭ ‬,

la musa eterna che sovrasta la mia mente‭ …

di me disse‭ ‬:sei un sognatore di te si narra nei lussi sogni‭ ‬.


Ma dopo secoli ti incontro in paradiso all'alba radiosa‭ 

tra i riflessi mi accechi e ti apro ancora il mio cuore‭ ‬...

ti dono il passaggio dei miei giorni‭ ‬,l'acqua limpida‭ ‬,

la fantasia‭ ‬,figlia dell'eterno sole‭ ‬.


Fu l'immenso a darmi voce‭ ‬,la poesia rimase nei ricordi‭ 

fu scintille tra tutte le stelle pelle e porpora nell'estate calda‭ …

fu qualcosa che ci aprì la strada ove i futuri chiesero chi ero‭ ?

Ero come uno con le sue ubriacature‭ 

le dissolutezze e brezze a buon mercato‭  ‬.


Dopo secoli di ansie sei l'anima‭ ‬,il mio brivido‭ …

la mia storia importante di un'era folle‭ ‬,

la macchina del tempo che ritorna tra le nuvole‭ 

valica i lidi dell'universo nel nostro azzurro cielo.‭ 


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

IL LAMENTO DEGLI INNOCENTI .

 Il lamento degli innocenti‭ ‬.


È triste il sentiero che porta alla fonte

non c’è più acqua santa per benedire l’innocenza‭ ‬,

a credere che l'essenza vive‭ …

dopo la morte diventa sentimento‭ ‬.


Non c’è più lode o credo o fede‭ 

per chi‭ ‬,‭ ‬per noi generò la vita‭ ‬:

la luce‭ ‬,la pace per un mondo migliore‭;

il remoto malsano logorio dell’amore‭ ‬.


Egli generò gli impavidi sogni‭ !

I colori accesi degli impareggiabili arcobaleni,

e divenne oblio il senso‭ ‬:ogni traguardo ha il suo fine‭ ‬,

ogni cattiveria dà sfogo al povero illuso

ogni meta ha‭  ‬il suo destino‭ ‬.


Sia gloria nell’alto dei cieli‭ 

e pace in terra alla buona fede‭ ;

sia la parola e recita preghiere‭  

come le nuove albe si affacceranno al sole‭  ‬.


Ho augurato male a colei che mi ha dato amore‭ 

coll’odio l’ho assopito quand’io‭ ‬,l’amo ancora‭ ‬.

Gli ho costruito un castello in cielo‭  ‬di sola fantasia‭ 

il più sfarzoso!Sul trono dell’amore‭  ‬l’ho incoronata‭ ‬.


Dopo tempo di lei si racconta‭ ‬:

che lasciò il suo seme sulla terra‭ ‬...

da esso ne nacque un fiore‭ 

è visibile‭ ‬,‭ ‬a chi lo sa guardare‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

ANCORA UNA VOLTA CANTO .

 Ancora una volta canto‭ ‬.


Scorrono lacrime nei fiumi‭ 

su volti pallidi lasciano lividi di negazione‭ ‬,

sulle sponde dei mari‭ ‬,‭ ‬vanno verso la delusione‭ 

da lei è la femmina vaporosa‭ ‬,‭ ‬la mia musa‭ ‬,

ai piedi del vulcano canta la sua lirica.


Scorgo versi obliqui tra le sue lettere d'amore‭ 

nell'eclissi d'una luce sento parole fioche‭ ‬,

tra le saline di una cala rosa mi bacia‭ ‬...‭ 

ove la madre mia mi diede la tua riva.


E son velate le tue note‭ !

Hanno similitudini di enigma magica‭ ‬,

fu la stessa ombra che da te mi nascose

lucerna di colori e‭  ‬pallore fioco‭ ‬...

insonne larvo il suo sepolcro del pensiero.


Ed è bianco‭  ‬il suo viso chiede musica...

nella membrana t'impana vibrazioni‭ ‬,

s'acciglia tra le palpebre dei tuoi occhi e stilla‭ ;

tra il baloccante amore dell'apatica opera‭  ‬.


Ancora una volta canto‭ !

Posami addosso la tua croce tu figlia d'un parto nudo

ancora una volta odo la vita le erinni voci‭ ‬,

di quel biancore acceso fu il sole ad accecare i risi‭ ‬.


E del si ti amo in eterno‭ ‬,la bugia effimera‭ 

nasce la mia anima‭ ‬,‭ ‬la bella magia‭  ‬s'avvera‭ ‬...

fu parete di pietra e fuoco ove il verbo scrivo‭ ;

ove mi girasti intorno per farmi uomo‭  ‬.

‭ 

Fu la sostanza a mutarsi in materia

a fondersi nella vorticosa passione‭ ‬,

ove‭  ‬le tragedie fanno la storia della fine‭ ‬...

nella passione della poesia si rifugia‭ ‬.


Lì ci sei tu nel sempre e ovunque‭ 

nel dove s'apre il cuore‭ …

Ed io‭ ‬,‭ ‬ancora una volta canto‭ !



Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

PERSO NEI PENSIERI .

 Perso nei pensieri‭ ‬.


Grandi sono le ali che proteggono il mio orizzonte‭ 

fatto di barriere e cicatrici di malie e noie‭ ‬...

di pensieri persi ovattate da chimere e incline sfarzo‭;

di mete senza mai sentire il profondo tuo tremendo‭ ‬.


E si apre alla passione l'anima mia‭ ‬...

alle delusioni avute da facce ignote‭ ‬:

alle radiose rose vertigine di arroganti vanità‭ ‬,

sconsolato sogno ove si mutano in lacrime‭ ‬.‭ 


E mi accosto alla fede palcoscenico delle mie liriche‭ 

ad un responso ove scopro la scheletrica analisi‭ ‬:

ove il turbinoso gioco non conosce la malia del miele‭ ;

ha ai polsi il giudizio degli stolti dalla collera mandati‭ ‬.


Perso nei pensieri mi lascio naufragare su seggiole di paglia

sbatto sul muro il freddo dei miei risvegli‭ ‬,

la malinconia degli incatenati la solitudine dei pianti‭ ‬...

l'arcobaleno che dopo la tempesta sposa la pioggia‭ ‬.


Ed è nel sussurro del cuore che sbatto violento‭ 

sentimento amoroso dell'attimo fugace‭ ‬,

evocazione ove il lamento pena il frastuono‭ 

ove un tempo,‭ ‬di lei si disse‭ ‬:che amò l'amore‭ ‬.


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

GLI ANGELI BUONI .

 Gli Angeli‭  ‬buoni‭ ‬.


E‭' ‬grottesca la tragedia della vita‭ 

nello sfacelo del mondo si va a casare‭ ‬,

s'incarna nell'anima innocente‭ 

nell'impossibile rimedio‭  ‬mi da salvezza‭ ‬.


Tu angelo buono‭ ‬,‭ ‬mi salvi dalle rovine‭ 

figlio mio‭ ‬,fratello della pace‭ ‬,

nell'attimo irrequieto mi hai dato luce‭ 

mi hai dato un bacio di sfuggita‭ ‬.


Mi hai ridato la terra sotto i piedi‭ 

l'attimo pietoso dell'indifferenza evasa‭ ‬,

la vita preziosa che nello spazio tempo‭ 

inghiotte singhiozzi e lacrime‭ ‬,

snuda la soave dolcezza ch'è s'era chiusa‭ ‬.


Sei sceso sul bianco manto a portarmi rose‭ 

a stendermi ancora su i campi elisi‭ 

a rendere vive le mie mani‭ 

per congiungerle e pregare‭ ‬.


Sei leggenda‭ ‬,sei figlio del cielo‭ 

è grande il tuo cuore‭ ‬,largo il tuo alveare‭ ‬...

in qualunque luogo‭  ‬inghiotti polvere di neve

vigili le mie stagioni tra le fiamme e il paradiso.‭ 


Giovanni Maffeo‭ ‬-‭ ‬Poetanarratore‭ ‬.

NON COPRIRE D'INCHIOSTRO LE TUE LACRIME .

 Non‭  ‬coprire d'inchiostro le tue lacrime‭ ‬.


Non farlo‭! 


La luce del tramonto stasera palpita veemenza

ha colori accesi e copre d‭' ‬inchiostro le tue lacrime‭ ‬,

nell'altro sole s'asciugano vizze e secche‭ …‬.

si insinuano ribelli nei panni smessi degli amori traditi‭ ‬.


Ma tu‭ ‬,‭ ‬smettila‭ ‬,‭ ‬non coprire d'inchiostro il tuo volto‭ 

in amore,‭ ‬in filosofia tutto si muta‭  ‬si conviene‭ …

come l'acqua scorre e va al ruscello‭ 

apri scenari e migri ragioni estreme‭ ‬.


Mai più‭' ‬amerò il cielo‭ ‬,l'abbaglio dei cristalli‭ …

patibolo di illuse albe‭ ‬,lido solitario di tesori e lodi‭ ‬,

ove un tempo s'alzò il mio sguardo e s'abbassò la luce‭ 

ove il mio capo‭  ‬mai più‭' ‬si poserà‭' ‬sul tuo cuore‭ ‬.


Non coprire d'inchiostro le tue lacrime‭ ‬...

apri al vento la mia voce‭ ‬,‭ ‬al libeccio le tue rose‭ ‬,

lì‭ ‬,‭ ‬s'alzano petali leggeri e da essi i sorrisi rabbiosi‭ 

i più‭' ‬reconditi sogni‭  ‬dei nostri attimi felici‭ ‬.


Anni in cui non si torna più indietro‭ 

ove finisce un'era‭ ‬,inizia il ricordo dei fascinosi anni‭ ‬,

dei trascorsi giorni ove attinsi in te‭  ‬il tuo candore‭ …

ove oggi consumo gli ultimi attimi d'amore‭ ‬.


Ma tu,‭ ‬si‭ ‬,‭ ‬dico a te fanciulla del tempo‭ ‬:

non coprire di inchiostro i le tue lacrime‭ ‬,

vivi con me il bacio che abbiamo dentro‭ ! 

L'incantesimo della notte ove io ti penso e mi appare la tua immagine‭ ‬.


Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.

IL FIGLIO DEL MARE .

 Il figlio del mare‭ ‬.


Noi che siamo i figli delle stelle‭ 

su ogni terra abbiamo il nostro fiore rosa‭ …

sono il figlio del mare‭ ‬,la tua stella‭ ‬,

il vulcano che erutta petali di lava il tuo amore‭ ‬.


Sono la scorza scorticata all'albero della vita‭ 

il nervo teso‭ ‬,‭  ‬la falce che miete‭  ‬il grano‭ …

di vino mi inebrio‭ ‬,di pane m’affamo‭ ;

il poverello‭ ‬,‭ ‬che s’alza‭ ‬,‭ ‬all’alba con i lupi‭ ‬.


Sono il figlio della terra del sole‭ ‬,il tuo

con l’anima umile seguo l'ora maggiore‭ …

una parola dolce‭ ‬,un bacio‭ ‬,una carezza sulla guancia‭ 

una musica che mi suona la serenata della sera‭ ‬.


Ma io sono il figlio del mare‭ !

sulla strada sono il guappo di cartone‭ …

ho la pistola per fantasia‭ ‬,‭ ‬sono il capo del quartiere‭ ;

il boss che si fa il segno della croce‭ ‬.


Ma io non voglio essere ricco‭ ‬,‭ ‬sono poverello‭ !

Con la zappa in mano aro la fortuna‭ ‬,

sulla collina mieto il grano‭ …

mieto speranza nel giardino delle rose‭ ‬.


Sono il figlio del mare‭ !

Sangue che pulsa la selvaggia passione‭ ‬,

di una canzone‭ ‬,la mia romanza‭ ‬...

solo a Napoli la sanno cantare‭ ‬.


Giovanni Maffeo Poetanarratore‭ ‬.

BRICIOLE DI PANE.

 Briciole di pane . Poesia sociale Ci sono popoli che si uniscono, tragedie che si consumano … nell’ingordigia del denaro il buffone...