Briciole di pane .
Poesia sociale
Ci sono popoli che si uniscono,
tragedie che si consumano …
nell’ingordigia del denaro il buffone ride,
con le sue parole spoglia pure i cani;
è l’arraffatore senza limiti il peggiore degli avvoltoi.
Conosco l’onestà da quando sono nato :
DA quando io bambino nei campi risi con poco mi affamavo:
mangiavo quello che la natura mi offriva ;
un pezzo di pane per sentirne il sapore.
Il vento della speranza non conosce fini!
Piangono i defraudati cuori ,i fragili bambini ,
i deboli che non hanno amore ,
i sinceri, gli unici condottieri …
danno la loro vita all’ingegno del domani.
Nel passato ci furono popoli razziatori..
i malvagi esseri che lasciarono miseria,
morte e distruzione ,pane amaro .
Ad oggi nulla è cambiato :
il più forte vince ,l’ingenuo paga .
È la chiamano libertà il mistero degli illusi !
Ti contano persino i peli che hai nel naso,
se non paghi ti portano via anche il sole,
la luna te la fan vedere da lontano.
Ho il diritto e il dovere di sapere
di capire se c’è una giustizia vera ?
Di sapere quando spazio sia necessario,
quanto sangue dalle vene deve uscire.
Non mi resta molto tempo ho fatto il mio lavoro
sono comunque carcerato,
ho gli avanzi di un abuso prepotente ,
le mie briciole di pane le lascio alle formiche.
Che disonesto è l’umano ,io sono il primo!
Giovanni Maffeo - Poetanarratore.
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