PORTAVO I FIORI .
Senza sonno, pauroso del fato sognavo il nulla
portavo i fiori all'incoscienza dell'innocenza ,
la fatua brezza che mi rendeva unico ...
ove l'illusione di attimi nel cuore si assopivano .
Portavo i fiori ad un fantasma
creato da me nella mia fantasia ...
creavo la magia nel tartaro infinito ;
fuggi da me diavolo tentatore ,tra me le angosce svelo.
Ed era bello ! Era come se avessi raggiunto i soavi baci
per darti la sovrabbondanza del mio spirito ...
ove l'onniveggente viola i confini ,
tace pensieri che in poesia si svelano .
Portavo i fiori alla pietosa visione al celato impeto
a quella superbia mite ove mi accuso di essere prolisso ,
cruccioso fu il mio lamento , egoista la mia pretesa ...
nei miei occhi leggo l'evidente compassione .
Portavo il senso dell'indefinito nell'ombra la lusinga
la desiderata trasgressione che sanno fare gli sciocchi umani ,
la strepita emozione che piace al mio sangue ...
si burla di me del mio corpo ,si contorce nella mente .
E' tanta la fantasia dell'amore leggera aleggia :
beffa a chi ci crede , a chi lo vuole …
si mostra in chiave libertina nello stomaco trabocca ,
viscera possessi di piaceri nel dubbio dilagante .
Portavo i fiori alla madonna , la donna santa
la mia compagna dei tristi momenti ,
la sua preghiera fa ricchi i cuori impuri ...
la dove ogni verità fertilizza la terra arida .
Giovanni Maffeo – Poetanarratore .
Nessun commento:
Posta un commento